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L’Italia E L’Analfabetismo Digitale
Che l’Italia non sia un paese all’avanguardia quando si parla di internet non é una novitá. Ma quali sono le dimensioni del problema?
Il Fatto Quotidiano ha riportato la situazione del Bel Paese con numeri chiari e semplici che rendono bene l’idea della nostra situazione. Prima di iniziare un piccolo spoiler: non é per nulla incoraggiante.
Cominciamo parlando della fibra ottica o banda ultra larga. Si tratta di una connessione ultra veloce capace di servire la teoretica soglia dei 100 Mbps. Il vantaggio di questa tipologia di rete non sta soltanto nella velocitá di navigazione (che é sempre un vantaggio), ma potrebbe portare anche a numerosi vantaggi economici soprattutto in termini di occupazione. Considerando infatti che la fibra ottica al momento é presente solamente sul 10% del nostro territorio si vede facilmente come l’ampliamento di questa rete possa creare una notevole infrastruttura capace di impiegare numerosi lavoratori.
Secondo la Commissione Europea per l’Agenda Digitale, lo sviluppo al 100% della banda ultra larga potrebbe portare un aumento del PIL compreso tra l’1% e l’1.5%, a fronte del potenziale “costo del non fare” che potrebbe valere fino al 3% del PIL fino al 2030.
Quali sarebbero i costi per il potenziamento della fibra ottica? Sono stati stimati attorno ai 15 miliardi di euro (cifra simile al costo per la realizzazione della TAV), giá potenzialmente coperti da alcuni finanziamenti Europei (circa 440 milioni di euro) e investimenti privati di operatori della rete (per diversi miliardi).
Il vero problema dell’Italia risiede peró nell’analfabetismo digitale, che porta privati ma soprattutto aziende ad ignorare le potenzialitá del web, non formando quindi un mercato recettivo per un servizio come la banda ultra larga. Non essendoci nessuna imposizione di tipo legislativo, gli operatori privati della rete sono incentivati a fare investimenti solo se esiste la certezza di un ritorno dell’investimento quasi certo. Ed é per questo motivo che la fibra ottica é arrivata solo dove era giá molto forte la banda larga tradizionale, ovvero dove gli operatori avevano giá un bacino di utenza sicuro. Si crea quindi circolo vizioso che al momento ha portato ad una stagnazione dell’innovazione.
Questo ragionamento porta anche a concepire la fibra ottica come un lusso e non come un investimento necessario per la crescita del paese, relegandoci agli ultimi posti nel mondo per velocitá di connessione e potenza della rete. I nostri vicini Svizzeri sono giá al 90% di copertura, mentre la Francia ha avviato piani per arrivare al 100% entro il 2025. Se poi usciamo dall’Europa i dati sono ancora piú imbarazzanti: Giappone e Corea sono giá al 100%, mentre in Australia il governo ha messo in piedi un piano finanziato largamente dallo stato per portare la copertura al 100%.
Se tutti questi numeri non vi sono bastati, é ora di tornare a parlare del vero problema dell’Italia: l’analfabetismo digitale. Sempre secondo i dati diffusi dalla Commissione Europea per l’Agenda Digitale, nel nostro paese il 41% della popolazione non é mai entrato in rete. Solo questo dato fa mettere le mani nei capelli e dimostra il perché della nostra arretratezza digitale. Mi fa quasi pena paragonare l’Italia ad altri paesi europei dove lo stesso indice diventa del 24% in Francia, del 17% in Germania e del 10% in Gran Bretagna.
Il fatto che stupisce di piú é che in ogni caso l’Italia é coperta al 95% tra banda ultra larga, larga (ADSL) e stretta (modem 640kbs), definendo come il 36% della popolazione avrebbe la possibilitá di connettersi ma decide di non farlo.
Se l’utenza privata in qualche modo potrebbe essere giustificata (se pensiamo a tutta la fascia adulta-anziana che piú difficilmente ha contatto con le ultime tecnologie), lo stesso non si puó dire per il settore commerciale. Ormai nel mondo siamo arrivati ad un punto nel quale la maggior parte delle transazioni avviene in maniera digitale e dove il commercio elettronico sta lentamente soppiantando quello tradizionale per semplicitá e velocitá d’uso e incredibile varietá della scelta. In Italia solo il 65% dei business possiede un sito web e di questi solo il 4% vende i propri prodotti anche online.
Non posso certo dare una soluzione a questo problema, ma il mio sentimento é che ci sia un estremo bisogno di un input da parte dello stato in due direzioni diverse: investimenti nell’infrastruttura per coprire laddove gli operatori privati non vogliono andare per paura di pochi profitti; e investimenti per ridurre il “digital divide” e portare nelle mani di tutti la nozione delle incredibili possibilitá che internet ci puó dare.
Specialmente nelle scuole (soprattutto nell’istruzione superiore) l’utilizzo del computer e di internet dovrebbe essere spinto in primo piano. Mi ricordo ancora le mie lezioni di informatica alle superiori: Turbo Pascal. Per quanto sia importante per la logica e lo sviluppo mentale, la programmazione e tutto un altro lavoro che deve avere una sede separata. Il mio PNI (Piano Nazionale di Informatica) ideale dovrebbe insegnare come usare i Social Network per promuovere il proprio lavoro e la propria persona, come crearsi un curriculum davvero 2.0 e perché no, anche un pó di imprenditorialismo digitale perché le barriere per la creazione di societá basate su prodotti o servizi é diventata praticamente nulla grazie ad internet, aprendo possibilitá enormi per tutti.
É chiaro che per raggiungere un obiettivo di questo tipo é necessario prima riformare il parco insegnanti, portando loro nel presente dandogli gli strumenti per avere un vero impatto sui loro studenti. É chiaro che il discorso sta diventando parecchio ampio e con diverse ramificazioni e questo dovrebbe far capire come la fibra ottica sia davvero un investimento fondamentale per il futuro del nostro paese e non solo un costo a fondo perduto come é visto da molti.
La mia speranza sta nella prossima generazione, quella giá nata nel mondo di internet e che ormai non sa prescindere dalla rete. Sono loro che avranno tutte le carte in regola per cambiare davvero qualcosa.
Vi lascio infine con una piccola infografica realizzata sempre dal Fatto Quotidiano che ben riassume tutti i temi trattati in questo articolo.
About the Author - Matteo Dall'Ombra
Matteo è un appassionato utilizzatore di tutti i social media in circolazione con l'obiettivo di rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità dal mondo. Purtroppo non sempre riesce ad accomodare questo suo desiderio ed è per questo che ha deciso di fondare NewsTouch per dare vita ad una nuova e rivoluzionaria fonte di informazione per tutti i giovani avidi di notizie come lui. Blog | Twitter | Facebook



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