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L’Italia E La “Neutralità Della Rete”: A Che Punto Siamo?

June 27, 2012 Tecnologia No Comments
netneutrality

Internet ormai fa parte della nostra vita quotidiana. Sempre più azioni richiedono la presenza di una connessione per essere completate e anche se non c’è ne rendiamo conto, non è più possibile prescindere dalla rete. Un elemento così importante della nostra quotidianità garantisce un potere enorme per gli individui e le società che controllano questi canali di comunicazione.

Come possiamo essere sicuri che i nostri ISP (Internet Service Provider) si comportino sempre per garantire i nostri interessi e non solo il loro ritorno economico?

Negli ultimi dieci anni è diventato sempre più cruciale cercare di garantire una totale independenza e neutralità della rete per permettere a tutti di usufrire liberamente del web. Purtroppo non è sempre facile garantire questo diritto poichè gli ISP sono sempre alla ricerca di nuovi modi per fare cassa, quasi sempre sulla pelle dei propri utenti.

Per contrastare questo fenomeno si è cercato di radunare tutti i sostenitori della rete libera, creando il principio conosciuto come “Neutralità della Rete” (o Net Neutrality). Qui di seguito trovate una breve introduzione al concetto di Net Neutrality con un estratto di un intervista di Engadget a Tim Wu.

Come avrete visto dal video, tale principio portato avanti da Tim Wu (coniatore dell’espressione “Net Neutrality” nonchè Professore alla Columbia Law School di New York e Senior Advisor della Federal Trade Commission), afferma che ogni utente deve essere libero di utilizzare la rete per andare dove vuole, senza incontrare blocchi o ostacoli da parte dei gestori del servizio. Purtroppo sappiamo che questo principio non viene sempre rispettato anzi, sono sempre più frequenti le sue violazioni. Basti pensare al recente caso di MegaUpload o a ThePirateBay (noto sito di Torrent, bloccato dalla maggior parte dei provider in giro per il mondo). Addirittura Google ha iniziato ad intromettersi, oscurando alcuni risultati di ricerche che “potrebbero” contenere materiale protetto da copyright.

Numerosi personaggi di alto profilo hanno cercato di usare lo loro influenza per portare il problema all’attenzione di tutti. Recentemente Steve Wozniak (co-fondatore di Apple e genio dell’informatica) si è pubblicamente schierato contro quello che e’ successo a MegaUpload e al suo fondatore Kim Dotcom, dichiarando come egli sia stato trattato in maniera del tutto immorale dal governo americano (che vorrebbe estradarlo per processarlo in suolo americano).

Nonostante il prodigarsi di personaggi pubblici, La questione “Net Neutrality”, sembra rimanere totalmente sconosciuta alla maggior parte della popolazione. Date uno sguardo a questo video realizzato da The Verge che ha intervistato alcuni cittadini per le strade di New York circa la loro posizione sulla Neutralità della Rete.

Come avrete notato, la maggior parte delle persone ignora il concetto relativo alla Net Neutrality e ciò è un fatto davvero drammatico, perchè permette agli ISP di agire indisturbati alle nostre spalle.

Un altro problema che ho riscontrato è il fatto che quasi sempre si tende a reagire a possibili minacce di riduzione della libertà, ma quasi mai si cerca di muoversi in maniera proattiva per ridurre il rischio prima che si presenti. Un esempio eclatante è stata la recente ondata di indignazione contro la proposta di legge americana denominata SOPA (Stop Online Piracy Act). Tale legge avrebbe concesso agli ISP la possibilità di oscurare siti internet sospettati di violare leggi sul copyright senza passare attraverso un regolare processo per accertare una reale violazione portata avanti dall’amministratore del sito.

Grazie ad un passa parola globale, aiutato dai maggiori siti internet attuali, i cittadini americani sono riusciti ad avere la giusta influenza sui loro rappresentanti al Senato per stoppare tale proposta dal diventare legge.

Se negli Stati Uniti si è riusciti a porre uno stop al progresso di SOPA, in Europa la situazione risulta completamente diversa e più difficile da gestire. Non esistono infatti dei provvedimenti a livello europeo per la tutela della Neutralità della Rete ma ogni stato ha la possibilità di legiferare a proposito. L’unico stralcio di proposta europea risiede nella direttiva 2009/140/CE (articolo 8, paragrafo 4, lettera g), che sprona i singoli paesi membri a prendere azione affinchè sia garantito a tutti i cittadini il libero accesso alla rete.

Come sempre accade nel frammentato panorama europea, alcuni paesi sono molto più avanti di altri su questo tema: basti pensare che in Olanda è stata approvata di recente una legge per la tutela della Net Neutrality che proibisce il blocco dei servizi internet, la tracciabilità delle attività online degli utenti e qualsiasi tipo di filtro imposto sulle connessioni (il provvedimento si applica a tutti gli ISP ed è stato ratificato formalmente l’8 Maggio 2012). Dall’altra parte invece abbiamo per esempio l’Irlanda che aveva proposto un provvedimento simile all’americana SOPA (fortunatamente bloccato) o la tedesca T-Mobile che nell’Aprile del 2009 decide di bloccare Skype per evitare “cali nelle performance della sue reti”.

E in Italia? Come siamo allineati sulla questione Net Neutrality?

Prima di affrontare questo discorso è meglio cercare di definire lo stato della rete del nostro paese per avere un minimo di contesto.

Secondo i dati riportati dal sito Internet World Stats (aggiornati al Q1 2012), l’Italia è al 16 posto per numero di utenti collegati ad internet, con il 58.7% della popolazione totale online. Il numero è notevole anche se rimaniamo parecchio dietro ad altri colleghi europei come Regno Unito (84%), Germania (83%) e Francia (77%).


Per quanto riguarda le performance della rete, al 2010 l’Italia si classifica 45 al mondo per velocità media di download (5.16Mbs) e 78 per velocità media di upload (0.58Mbs).

Arrivando invece alla questione della neutralità della rete, come si comporta il nostro paese in questi riguardi? Secondo la ONI (OpenNet Initiave – organizzazione internazionale formata da istituzioni accademiche come l’Universita’ di Toronto, La Facolta’ di Legge di Harward e l’Universita’ di OXford allo scopo di monitorare il livello di censura del web), l’Italia risulta essere un paesecon “filtraggio selettivo su temi sociali ma senza carattere politico”. Detto in parole povere, il nostro paese filtra alcuni contenuti riguardanti la pornografia (in particolare pedo-pornografia), il gioco d’azzardo e alcuni siti p2p (e’ famoso il caso di ThePirateBay).


La situazione non sembra essere completamente drammatica, il problema è che tutto può ancora succedere. Dico questo perchè l’Italia ancora manca di una forte legislazione volta alla tutela della neutralità della rete, basandosi solamente su un unico decreto legge del 2009che però è rivolto soprattutto verso la gestione della rete e dei contenuti da parte delle società legate alla pubblica amministrazione, lasciando di fatto intoccati i singoli provider.


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Matteo è un appassionato utilizzatore di tutti i social media in circolazione con l'obiettivo di rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità dal mondo. Purtroppo non sempre riesce ad accomodare questo suo desiderio ed è per questo che ha deciso di fondare NewsTouch per dare vita ad una nuova e rivoluzionaria fonte di informazione per tutti i giovani avidi di notizie come lui. Blog | Twitter | Facebook

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